erostorie
"racconti erotici illustrati"
<{includeq file="$theme_name/userbar.html"}>
link Porno
live chat
Login
Username:

Password:


Lost Password?
Register now!
Who's Online
12 user(s) are online (9 user(s) are browsing Storie Erotiche)

Members: 0
Guests: 12

more...
Themes

(2 themes)
.:.
eXTReMe Tracker
racconti etero : Di nuovo - di Va
Posted by admin on 2008/11/12 22:25:00 (180 reads)

La testa mi ha girato per un’ attimo, il cervello sembrava sparito, ma continuavo avidamente a succhiare quel poco nettare che ancora usciva

Melissa me la sogno di notte.

Forse potete capire perché. Le altre volte che ci sono tornato, non mi sono fermato a fare sesso. Andavo di fretta e ho solo avuto il tempo di ricevere un suo caldo e impetuoso bacio lingua a lingua. La sua saliva mi rimane agli angoli della bocca e anche se la lecco, il suo sapore dolce e forte mi rimane addosso per molto tempo, tanto che un giorno mia moglie mi ha chiesto di cosa odorassi. Mi sono inventato delle caramelle che mi sono state offerte.

La mia attrazione per Melissa, come ho gia descritto, è nata per caso. Si ovviamente volevo quell’ esperienza ma il modo e il momento, sono arrivati casualmente. Mi sembra che sia tutto normale. Ma so che per qualcuno è sporco. Ma mi domando il sesso è sporco? Per la chiesa si ma per noi terrestri è divertimento, quindi perché non praticarlo anche con chi si vuole davvero divertire? Perché ammettere la prostituzione delle ragazze dell’ Est, per carità, giovani, bellissime, ma schiavizzate e torturate per farlo. Al momento preferisco un trav/trans, ancora non so cosa sia Melissa, ma a me sta bene cosi. Torniamo a noi, dopo tutte queste elucubrazioni, voglio raccontarvi la volta successiva passata in macchina con Melissa.

Andai nel primo pomeriggio al solito posto sapendo di incontrarla, ma no la vedevo. C’era una ragazza brasiliana, carinissima, minuta con un seno appena accennato, un sederino scoperto da perderci la testa ed un visino acqua e sapone. Carina, mentre aspettavo ansiosamente Melissa, la guardavo camminare aspettando il cliente, non aveva però il carisma di Melissa. No ha minimamente cercato di adescarmi, eravamo a non più di cinque metri, e non si è avvicinata. Arriva una Panda, ferma davanti alla “ragazzaâ€, (ho messo le virgolette, in quanto non sembra affatto un trav/trans come Melissa). Sono in due, scende una bionda, era lei. Non mi vede, scambia due parole con la ragazza, poi si gira e va verso la sua macchina un fuoristrada nero, grande come tutta la mia paura/eccitazione. Sale in macchina e si sistema con la portiera aperta che lascia vedere tutti i suoi movimenti. La osservo mentre si sistema la camicia e reggiseno, le mutandine e calze con la gonnellina tirata su.

Mi avvicino piano alla sua macchina. Senza guardarmi mi dice se posso tornare dopo. Gli dico di no anzi se posso aiutarla a passare un pò di tempo. Mi guarda stupita, non so se ha riconosciuto la voce ma scoppia in un sorriso che mette allegria. “Finalmente sei tornatoâ€. Mi dice che mi aspettava da tanto. Non gliel’ho detto ma anch’io aspettavo quel momento da tanto. Ho preso il coraggio a due mani e gli ho detto che se si fosse messa la parrucca della volta precedente, potevamo andare dove voleva. A me non piacciono le bionde, ma non lo ho detto. “Tu sei il mio padrone, ma non mi guardare†mi ha risposto. È scesa dalla sua auto ed è salita sulla mia, con la solita parrucca.

“Senti, vuoi andare a fare una passeggiata o vuoi me? Perché se scegli la seconda prendiamo la mia macchina, voglio stare comoda.â€

Solo per dovere di cronaca vi dico che ho parcheggiato la mia auto e sono salito sulla sua al posto di guida. Il suo profumo inondava l’abitacolo inebriandomi. La pressione era a mille, lei si è accomodata vicino a me accavallando le gambe che non finivano mai. La scarpe col tacco altissimo rosso fuoco attiravano la mia attenzione. Mi ha chiesto se mi piacevano e mi ha invitato a toccarle scavalcando di nuovo le gambe e tenendole allargate. Come un’ automa mi sono chinato ed ho allungato il braccio poggiando la spalla sulla su gamba. Lei maliziosamente si è spostata con il bacino facendomi sentire il suo arnese a freddo. Senza scompormi ho cominciato a muovere spalla e mano carezzando scarpa, piede, gamba, e con la spalla ho tirato leggermente su la gonna, scoprendo il pube coperto dalle mutandine rosa. Ho continuato con la mano a seguire la gamba e con l’occhio seguivo la mano. Arrivato al pube mi sono accorto che il pene era completamente fuori dalle minuscole mutandine e il pube completamente depilato. “Te l’ho detto che ti aspettavoâ€. Guardandola negli occhi, e continuando nel movimento della mano, ho accarezzato Melissa. Ero con il pene in mano, lo stavo masturbando, in mezzo alla strada. Non che il posto dove eravamo fosse nascosto, ma era più intimo. In un’ altro momento mi sarei dato del matto. Ma stavo bene. Stavo facendo una cosa che volevo quando volevo e con chi volevo. Ci siamo baciati intensamente, poi ho messo in moto e sono partito. Durante il tragitto, non abbiamo detto una parola, io eccitatissimo di tanto in tanto allungavo una mano sulla gamba di Melissa, la quale per suo e mio piacere, si allungava sul sedile per farmi toccare il “cielo†con la mano, che avida lo prendeva oramai senza ritegno e lo carezzava dolcemente. Ai semafori poi sembravamo una semplice coppietta che si scambiava bacetti ed effusioni. Anche se con quel camion potevamo fare qualsiasi cosa che no ci avrebbe visto nessuno.

Arrivati sul luogo desiderato, ci siamo abbracciati e baciati per almeno un quarto d’ora. Toccavo quel seno da me anelato per tante notti insonni, quelle gambe muscolose, depilate per me, il suo corpo profumato per me.


Lei cominciava a spogliarmi, mi apre la patta mentre la mia lingua le frulla in bocca, prende in mano il mio membro facendolo inturgidire in men che non si dica. Ero già fuori di testa. Mi ha sbottonato la camicia, dopo avermi tolto il maglione (visto che era arrivato l’inverno), ha preso di mira i miei capezzoli torturandoli con denti e lingua tanto da tirarmi fuori qualche imprecazione. Ma ogni volta che mi lamentavo, mi carezzava dolcemente e tornava a leccarmi il petto e a menarmi il pene con la mano. Dopo un po mi ha chiesto di spogliarla, cosa che ho fatto senza farmelo ripetere. Togliendogli la giacca del tailler, poi la camicetta, il reggiseno che mi sono messo ad annusare come un cane per sentire il suo profumo, come se fosse lontana anni luce da me. Arrivato alla gonna, mi sarei dovuto mettere di fronte a lei, in ginocchio. Al che mi sono messo comodo cioè, mi sono tolto i pantaloni. Mi sono inginocchiato tra le sue gambe, lei mi ha stretto le ginocchia carezzandomi i fianchi. Il sentirmi quelle gambe strusciare la mia pelle, trovarmi di fronte ad una trav/trans vogliosa di me, mi ha fatto rigirare il cervello. Le carezzavo le gambe in tutta la loro lunghezza, e lei si contorceva dal piacere. Mi sorrideva estasiata dalla mia eccitazione. “calmo, non correre†mi diceva. “ti voglio†le ho risposto, tenendogli i capezzoli stretti tra le dita. “Dai spogliamiâ€. Le ho tolto la gonna, ed è rimasta con le autoreggenti, il perizoma ed il cazzo duro in aria. Non capivo assolutamente nulla. Lei invece che sa cosa fare in certi momenti, mi ha fatto coricare sul sedile vicino a lei e ha finito di spogliarmi. Ero nella sue mani. “Calmo†continuava a ripetermi “non ti agitare che voglio farlo fino in fondo, con calma e godendo con te come con nessun altroâ€. Disteso sulla pelle del fuoristrada mi sono lasciato andare, le sue mani mi toccavano da tutte le parti sapientemente, lasciando la presa quando sentiva che era il momento. Poi ha continuato con la bocca, mettendosi lei in ginocchio davanti a me. Ora le carezzavo io li corpo con le mie ginocchia e vedevo che anche a lei piaceva quanto me.

Sembrava che ci conoscessimo da sempre, ogni gesto era perfetto. Ogni carezza procurava all’ altro un brivido di piacere. Non sapevo dove sarei arrivato quel giorno ma non avevo certo intenzione di fermarmi.

Mi prese le gambe me le allarga cercando con gli occhi qualcosa che non capivo, ma immaginavo. Improvvisamente la sua lingua dal mio pene allo scroto, fin giù fino al buchino.

Per un’ attimo ho toccato il cielo. Gentilmente mi ha chiesto se era di mio gradimento. Non ricevendo risposta, in quanto non ero in condizioni di connettere e di parlare sensatamente, ha continuato il suo tour di leccate sul mio corpo.

Improvvisamente per togliersi un pelo di bocca, visto che io non mi depilo, si è alzata e involontariamente, ha appoggiato l’arnese sul buchino mentre io mi muovevo ancora. L’unica cosa che ho provato è stato un calore immenso che toccava il mio intimo, e sentivo tutta la sua durezza che spingeva nel mio corpo. Ho implorato di non muoversi, ho gustato quella cappella appoggiata su di me, mi contorcevo, mi muovevo ma avevo un po paura e le ho detto di farmelo sentire scivolare sul buchino lubrificato. Molto “gentilmente†mi ha sputato sul buco e inarcando ancora un po la mia schiena, mi ha strusciato la sua mazza interamente sulle natiche, facendomi sentire i testicoli sbattere sulla mia schiena. Mi ha fatto impazzire per un quarto d’ ora, poi la posizione, e la voglia di sentirsi donna, ha chiesto il cambio.

Un po imbarazzato, ma fuori di testa e in balia del sesso, mi piazzo davanti a tutto quel ben di dio e comincio a baciare il seno. Lei mugola, si contorce di piacere, si vede che lo voleva anche Lei, ma spingeva la mia testa verso il suo pube, che ora carezzava il mio petto. Cominciavo a sentire anche il suo odore. Esattamente lo stesso che mi è rimasto sulla mano la prima volta. Più tremavo più mi avvicinavo. Finalmente per lei la mia gola ha incontrato la cappella, quella che spingeva dolcemente sul mio buco. Lo ho preso in mano sfiorandolo, poi portato verso la bocca quell’oggetto misterioso per la mi gola, ho leccato la punta. Prima dolcemente, poi sempre più convinto che non morde e che quindi posso fare quel che mi aggrada. L’odore mi saliva dentro impossessandosi di me. “sul filetto†mi chiede, e la lingua scende dolcemente. Stando con gli occhi chiusi, nel movimento il labbro superiore tocca la punta bagnata della mia saliva. Lei si muove sempre di più ed io inesperto non so come calmarla, avendo oramai il cazzo in bocca. La cappella la sento tremendamente grande, liscia e odorosa di sperma credo. La sua mano mi ha preso la testa e fatico a liberarmi, ma forse non voglio e cosi ingoio quel cazzone finche posso. Mi viene un conato di vomito. Tossisco e quasi rigetto. Ho rotto l’ incantesimo. Lei invece, mi capisce e mi dice di respirare profondamente, per farmi passare la paura. Quale paura chiedo. Hai avuto paura mi dice di non saperlo fare e soprattutto lo hai fatto troppo velocemente, mi spiega. “Ma non ti preoccupare, se no ti ha fatto schifo, ti dico qualche trucco per ingoiarlo tutto, anche se ti sembra grande, non è più grande del tuo ti assicuro. Ora, se sei pronto, leccami il culoâ€. Voltandosi si è aperta le natiche mostrandomi il suo bellissimo culo aperto. Mi ci sono tuffato senza ritegno. Ho infilato la lingua nel buchino ed ho cominciato a farla girare per aprire per bene. Lei mi chiedeva di spingere ancora e godeva, mugolava si contorceva. Le stavo dando, credo delle sensazioni belle, vere sane. Nel frattempo pensavo che dal “vergine†che ero sono arrivato a sentire una cappella sul culo e a prendere in bocca un cazzone , godendone. Anche se non fatto bene il cazzo in bocca non mi è dispiaciuto, certo bisogna saperlo fare per goderne veramente appieno, ma chissà con Melissa può succedere di tutto.

Intanto quel buchino cedeva sempre più sotto i colpi della mia lingua, quello lo so fare bene e la conferma era le richieste di Melissa. “non ti fermare ti prego, infila ancora di più aprilo bene dai…â€

Ero al settimo cielo. Ma come per lei la posizione non era delle migliori, per cui poco dopo ho alzato anch’io bandiera bianca, chiedendo scusa. Lei ancora più contenta di me, si gira leccandomi tutta la bocca per prendere sulla sua lingua i suoi umori e infilandola violentemente nelle mie labbra. La sensazione di godimento da parte di lei è stata netta e sincera.

“Vuoi che vengo sopra io o mi metto di fianco cosi ti muovi bene anche tu.â€

“ La maestra sei tu†Prende un preservativo dalla borsetta, lo apre e con maestria lo infila sul mio pene eretto, che sparisce in quella plastica rosa profumata di fragola. Si mette di fianco sul sedile, tira su le gambe mostrandomi il sedere ancora bagnato della mia saliva, mi chiede di sputargli sul buco aperto “aprilo anche con le dita, per mandarlo più giùâ€, mi dice. Apro quel culo come non ho mai fatto gli sparo uno sputo caldo che non ha mai sentito, e appoggio il mio arnese sul buco. Lei mi guarda, Lo lascio appoggiato un pochino spingendo sempre ma piano. Lei respira profondamente un paio di volte guardandomi negli occhi.

Infine non ho capito come il mio uccello finisce in un’ attimo in quel buco che sembrava impossibile da penetrare con la lingua, ma che con un buon cazzo e la voglia di farsi inculare, si apre a piacere. Lei si contorce, si vede che lo voleva ma le ha fatto male, si blocca, ma poi riprende la respirazione ritmando i movimenti e il sorriso comincia a riaffiorare sulla bocca di Melissa. Ora anche i miei movimenti cominciano a combaciare con i suoi. Vedo il mio pene che esce edentra con una facilità impressionante. Sempre più profondamente e lei sempre più avidamente si morde le labbra in segno di piacere. Ora ha gli occhi chiusi per cui mi posso dedicare a guardare il mio cazzo che entra e esce imperiosamente da quel fantastico morbido culo di Melissa.

“hai un culo fantastico, Il mio cazzo è fiero dentro di teâ€. “ si sfondami il culo cazzone†urla e si lancia in urla e grida irripetibili. Pompo a più non posso. Quando lei sente che sto per venire dentro di lei, magistralmente rallenta. Mi guarda e mi dice che sono uno stallone eccezionale, lanciandomi un sorriso a 32 denti. “Stai godendo anche tu†gli dico, “si ma non ho ancora eiaculato e non voglio che lo fai tu, quindi lentamente tenendo il preservativo, esci che ti monto sopraâ€.

Dopo aver estratto il cazzo ed aver ammirato come il culo rimanga per un breve tempo ancora aperto, mi sdraio sul sedile ancora caldo di Melissa. Lei da Troia che è si prende in bocca il mio uccello spompinandolo avidamente. Io godo dei suoi movimenti, ma lei dopo aver pulito bene l’asta, si alza e mi ficca di nuovo la lingua in bocca. Il sapore forte del culo mi riempie la bocca, molto piu intensamente di quando lo leccavo, chiaramente il cazzo è affondato nello sfintere molto in profondità rispetto alla lingua. Ma poi la fragola prevale in quanto più dolce e forte. Gia perche credo lei abbia ingoiato prima di me molti degli umori che il cazzo aveva raccolto in fondo al culo, e ne è rimasta contenta, perchè quando tolto la sua avida lingua, ha detto espressamente che dopo lo rifarà. Si è messa sopra di me e ha guidato il mio cazzo nel suo culo e guardandomi intensamente negli occhi. Mi ha sussurrato “senti ora come entra facile questo treno nella galleriaâ€, e inarcando il bacino ha accolto dentro di se ciò a cui anelava. Il calore del culo mi ha fatto capire quanto lei sia eccitata. “ ora vienimi nel culo tesoroâ€, ed ha cominciato lentamente a muoversi facendomi sentire le sue unghie sulla mia pelle. I suoi e i miei movimenti tornarono a combaciarsi perfettamente, tanto che io stavo di nuovo per venire. Come fa non lo so ma controllando tutto alla perfezione, rallenta e mi dice che ora tocca a lei. Si mette meglio sopra di me, si toglie le scarpe e con i piedi sulla sedia dell’auto, comincia a sbattere sul mio cazzo il suo culo. Il suo membro perfettamente eretto ad ogni suo movimento sbatteva sulla mia pancia in quanto tenuto fermo verso di me dalle gambe chiuse. Se aprivo gli occhi, potevo vedere la turgida cappella che si poggiava su di me quando si infilava il mio cazzo dentro di se, e le sue natiche aperte con il membro che non lasciava mai solo quel buco quando lei si tirava su. Il suo culo era talmente aperto che sentivo che non faticava a farlo entrare.

Se chiudevo gli occhi sembrava che stesse lavorandomi con la bocca piuttosto che con il culo.

Ero in balia di Melissa. Stava facendomi quello che voleva, ma con dolcezza. Godeva lei e godevo io.

Improvvisamente senza rendermi conto, ma evidentemente lei lo desiderava, ho sentito che no potevo più farcela, ho riaperto gli occhi e lei era intenta a gustarsi lo spettacolo, mi ha dato l’impressione che non aspettasse altro. “Godi amore mio. Sborrami nel culoâ€.

Credo non sia passato neanche un secondo. Ho riempito il preservativo di sperma, il suo culo ha continuato a pomparmi fino allo sfinimento. Quando ha sentito che non ce n’era piu, si è rimessa comoda con le ginocchia poggiate e mi ha baciato. “Ma tu non sei venuta†le ho chiesto. “A parte che mi hai fatto godere come una troia, ma poi tu sei ancora qui no? Decidi tu quando e come vuoi farmi godere.†Mi sono ripreso un attimo, poi lei si è tolta da sopra di me e mi ha tolto il preservativo pulendomi con dei fazzolettini. Si è sdraiata e guardandomi languidamente, mi ha abbracciato e con un bacio appassionato mi ha attirato a se. Le mie mani non hanno potuto fare a meno di toccarla d’appertutto, per fermarsi su quell’arnese che era li per farsi coccolare.

Mentre baciavo il seno menavo il cazzo di Melissa e mi saliva l’eccitazione. Cominciai a scendere con la lingua e lei prontamente, mi ha preso la testa e portata davanti al suo viso. “Se vuoi continuare il gioco di prima, ricordati di non aver paura fai cio che ti senti, io godo per te.â€

“Si ma dimmi, per prenderlo tutto in bocca, quale è il segretoâ€. “ devi trovare il posto giusto per la lingua e stare attento ai conati. Arriva dove puoi non essere precipitoso.†Prende un altro condor e me lo porge, lo apro e lo infilo sull’asta. Il profumo di fragola si sparge di nuovo nell’aria dando una sferzata ai nostri sensi. Ricomincio a leccare la punta infuocata di quell’arnese che fino ad un’ora prima avevo solo preso in mano. Ora stavo beatamente con un cazzo in bocca,al sapore di fragola, massaggiando i testicoli con una mano e un seno con l’altra. Giocavo con lo scroto che era duro da morire, lo stringevo dolcemente nella mano mentre succhiavo. Il suo muoversi dentro la bocca era sublime. Ad un tratto mi dice di fermarmi, la guardo chiedendo il perché. “Ti scopo la bocca†mi risponde e tenendomi la testa con le due mani, comincia a fare su e giù sempre più in fondo alla gola. Mi faceva impazzire. Mi libero dalla morsa e gli dico di cambiare posizione. Se mi vuole scopare che lo faccia per bene. La faccio alzare e mi sdraio con la schiena sul sedile, la faccio salire con le ginocchia vicino il mio viso. Mi inumidisco il dito e trovando subito la strada aperta, lo infilo nel suo caldo culo. “Scopami la bocca ora†le chiedo, no sapendo a cio cui andavo incontro.

Attaccato alle tette di Melissa e scopato dal suo cazzo ho passato un quarto d ‘ora da troia. Mi sentivo bene, ero tranquillamente in mezzo alla strada, dentro una macchina non mia, con un cazzo di uno/a sconosciuto/a in bocca, mentre le massaggiavo l’interno del culo con un dito e quello/a mi diceva “Sei un gran fico e scopi da dio, mi hai fatto il culo stupendamente, ora ti sto scopando la bocca, quando ho finito mi dirai se ti è piaciuto.†Continuava a stantuffarmi dando dei colpi ora profondi ora dolci e precisi dandomi la possibilità di sentire perfettamente con le labbra e con la lingua le vene gonfie di eccitazione del suo pene. Quando rallentava avevo anche la possibilità di muovere su e giù la lingua, provando un’eccitazione maggiore in quanto stavo godendo di quel momento come non avrei mai immaginato. Ero cosciente e ne ero fiero di ciò che stavo per regalare a Melissa. Stavo pensando a questo quando sento il suo respiro affannoso e il suo movimento rallentare, apro gli occhi, continuando a muovere il dito, sento il cazzo gonfiarsi ancora di piu. Ci siamo mi sono detto. Speriamo non si rompa il preservativo, ho pensato. E’ indietreggiata leggermente, non so perchè, e dopo un colpo di reni ed un’ urlo, ho sentito con la lingua che il preservativo si era gonfiato, allora con la mano ho cominciato a masturbarlo tenendo la cappella bene salda con le labbra. deve aver schizzato almeno altre tre volte violentemente, poi sempre piu piano, a quel punto ho spinto in avanti il collo e lo ho preso di nuovo tutto in bocca. Il suo corpo ha vibrato sopra di me con impeto, godendo di nuovo. Sentivo il preservativo pieno e contemporaneamente il cazzo duro. Era stupendo. Ma si è tolta perché era stanca della posizione, io sarei stato li ancora per molto. Glielo ho detto e si è messa a ridere, mentre si toglieva il condor e si puliva, mi è venuto spontaneo fermare un’ attimo la sua mano e chinarmi sul suo scettro e succhiare la cappella ancora sporca di sperma.

La testa mi ha girato per un’ attimo, il cervello sembrava sparito, ma continuavo avidamente a succhiare quel poco nettare che ancora usciva. La sua mano mi ha carezzava la testa, lasciandomi fare. Poi mi sono rialzato con ancora il sapore del suo sperma in bocca. “Dammene un po anche a meâ€, ha detto ficcandomi la lingua nella bocca e succhiandomela per togliermi il gusto della sborra.

“Sei stata fantastica, ho passato dei momenti stupendi con te†le ho detto dopo eseere stato violentato in bocca dalla sua devastante lingua. “A chi lo dici, solo con te sono serena e rilassata. A proposito cosa ne dici se la prossima volta andiamo a casa mia?†“Vediamo, perche no? Però non mettermi fretta, no so quando sarà.†“non ti preoccupare conterò i minuti, ma promettimi che ci sarà.†L’ ho baciata lungamente e appassionatamente, poi l’ho riaccompagnata al suo posto di lavoro, ma è tornata a casa, non ha lavorato quel giorno.

Rating: 0.00 (0 votes) - Rate this News -


Other articles
2009/11/24 17:18:06 - racconti erotici - Mamma in cucina
2009/11/24 17:16:28 - racconti erotici - Sesso subito
2009/11/24 17:15:07 - racconti erotici - Finalmente è successo
2009/11/24 17:14:11 - racconti erotici - Sogno
2009/11/24 17:11:50 - racconti erotici - con mia sorella



Bookmark this article at these sites

                   

scambio traffico




storie erotiche
eros_h_1190
eros_h_1263
eros_h_1281
eros_h_1373
eros_h_1395
eros_h_1410
eros_h_3281
eros_h_4514
eros_h_4041700
sex Tv