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racconti incesto : Una giornata al mare
Posted by admin on 2009/3/19 17:34:04 (4775 reads)

Mia sorella sapeva già tutto quello che doveva fare come se lo avesse già fatto 1000 volte

Domenica scorsa mia sorella maggiore Sara mi ha invitata a trascorrere la giornata al mare con lei ed il suo ragazzo. Io ho accettato l'invito.
Abbiamo passato una caldissima giornata al mare in tre.
Durante il viaggio di ritorno io ero seduta sul sedile posteriore dell'auto. Il viaggio proseguiva tranquillamente sulla statale. Io, ancora in costume, ero rilassata a godermi l'aria condizionata ed a tratti chiudevo gli occhi per dormire. Ero stanca dopo tutta la giornata passata al mare sotto il sole. Marco mi disse che dovevamo fermarci qualche minuto e che io potevo scendere dall'auto per prendere una boccata d'aria.
A me non andava di scendere dall'auto e dissi a Marco che sarei rimasta in macchina.
Marco appena trovò una piazzola di sosta fermò l'auto e parcheggiò. Mia sorella mi disse che potevo restare in auto, ma, alla condizione che tutto ciò che avrei visto non dovevo raccontarlo alla mamma. Io ero confusa e non riuscivo a capire le intenzioni di mia sorella.
Sara, ancora in costume, mette le mani alla clip del reggiseno e con molta decisione lo slaccia.
Ora, con tutte e due le mani dietro la spalla, si toglie il reggiseno e rimane con le tette nude.
Io ero lì che guardavo Marco che cominciava a toccare le tette di mia sorella. Ora le due tette a limone erano libere. Mia sorella aveva quelle due tette bianchissime da terza misura libere dal fastidioso costume.
Marco con molta naturalezza avvicina la testa al petto di mia sorella. Marco apre la bocca ed afferra un capezzolo ed inizia a succhiare. Io guardavo la reazione di mia sorella che chiuse gli occhi ed alzava la testa verso l'alto per il piacere. Marco succhiò quel capezzolo per circa 5 minuti come un neonato si sfama dal seno della propria mamma. Mia sorella con una mano afferrò il seno e lo tirò fuori dalla bocca di Marco mentre con l'altra mano prese l'altro seno e lo infilò in bocca al ragazzo. Io ero paralizzata dalla vergogna.
Guardavo, imbarazzata, come mia sorella concedeva il suo nettare a Marco e si contorceva con tutto il suo corpo per il piacere. Marco continuava a succhiare le tette. I due non erano per niente turbati dalla mia presenza.
Dopo un po' Marco cessò di succhiare le tette a mia sorella; si sedette comodo al posto di guida ed aspettò.
Mia sorella sapeva già tutto quello che doveva fare come se lo avesse già fatto 1000 volte. Sara si avvicinò a Marco e mise la mano all'interno dei boxer. Io cercavo di alzarmi il più possibile per vedere meglio cosa stava maneggiando mia sorella. Dai boxer vien fuori un arnese lungo e bianco con la punta rossa fuoco. Era il pene di Marco. Era la prima volta che vedevo un pene dal vivo. Quel pene così grande mi spaventò e non riuscivo a capire come facesse mia sorella a farsi penetrare nella sua fighetta piccolina. Mia sorella si chinò davanti a Marco, si rimboccò il labbro ed afferrò il pene in bocca. Io ero morta dalla vergogna. Non riuscivo a capire se tutto quello che stavano vedendo i miei occhi era vero o era tutto un sogno. Mia sorella appoggiò le mani sulle gambe di Marco e cominciò a tentennare freneticamente la testa. Andava giù fino a quando il pene gli arrivava in gola. Poi subito su. E quando con il labbro arrivava sulla cappella si fermava qualche secondo e con la lingua leccava per bene tutta la parte attorno all'orifizio. Mia sorella non mollò quel pene per almeno 5 minuti ed il ritmo che riusciva a sostenere con la testa era elevato.
Dopo qualche secondo mia sorella si fermò e sempre col pene in bocca strinse un pò più del solito le labbra attorno alla cappella. Rimase ferma per circa 10 secondi quando ad un tratto vidi che il pomo di Adamo di mia sorella iniziò a fare su e giù. Nello stesso istante Marco emanò piccoli urli di piacere mentre mia sorella continuava a tenergli stretto il pene in bocca. Dopo qualche secondo mia sorella aprì la bocca e liberò il pene del ragazzo. Il pene non presentava nessuna traccia di sperma. Era pulitissimo. Mia sorella aveva ingoiato tutta l'essenza del ragazzo. Mia sorella si rimise il reggiseno e voltandosi verso di me disse:
"Scusami!, ma dovevo ringraziare Marco per la giornata che ci ha fatto passare".

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